La frequenza dei casini mediatici in cui sta incappando Elon Musk è diventata preoccupante. Non mi era mai capitato di scrivere tre post sullo stesso titolo in così poco tempo.

Questa volta Elon Musk è riuscito a spaventare i mercati seriamente. Ha partecipato al podcast di Joe Rogan, famoso comico e Youtuber americano, con l’intento di illustrare la sua visione del mondo, del suo futuro, delle sfide spaziali e le varie difficoltà di un produttore di automobili elettriche. Musk però è andato oltre, si è lasciato andare ad uno spinello e qualche sorso di whisky. La cosa sarebbe passata inosservata se Musk fosse stato uno qualunque, ma essendo il CEO di una società quotata al Nasdaq, è successo un casino. Non importa se erano solo un tiro e un sorso, il mix droga e alcol rappresentano un messaggio devastante interpretato come “inaffidabilità”. Daltronde fu lo stesso Musk in una recente intervista a confessare di essere stanco fisicamente e stressato prestando così il fianco alle critiche dei suoi detrattori.

La notizia delle dimissioni del neoassunto chief accounting officer Dave Morton ha amplificato la notizia, nonostante le dimissioni fossero accompagnate da una dichiarazione politicamente corretta dello stesso Morton che cercava di chiarire che non era una scelta dettata da contrasti con la dirigenza sul come erano tenuti i libri contabili e che la fiducia nel progetto Tesla era intatta. Le giustificazioni di Norton non hanno sortito l’effetto sperato, anzi direi proprio l’opposto.

Poi come una ciliegina sulla torta la direttrice delle risorse umane Gabrielle Toledano ora in aspettativa ha dichiarato a Bloomberg che alla scadenza del periodo previsto di assenza non sarebbe rientrata in servizio, rassegnando di fatto le dimissioni.

Questo quadretto è stato interpretato dal mercato come una fuga dei manager da un’azienda non proprio sotto il controllo del suo CEO dedito all’alcol e alle droghe. Un vero pasticcio.

Dopo la richiesta respinta del fondo Black Rock di sostituire il CEO torna d’attualità la richiesta da parte dei principali investitori di Tesla di avere in azienda un forte numero due che oltre a fare da vice svolga anche il ruolo di “tutore” di un Musk un po’ stanco e appannato.

E l’analisi tecnica cosa dice? Il supporto parabolico di lungo termine ha tenuto o è saltato? Tutto lo scenario positivo ipotizzato fino ad oggi è andato in fumo con lo spinello di Musk?

Parrebbe proprio di sì, l’evolvente parabolica di supporto del grafico settimanale è stata violata. I prezzi si sono attestati così al di sotto del supporto stravolgendo la situazione.

Ora il problema principale per il mercato è trovare un supporto valido che regga la fuga degli investitori. A quale prezzo i compratori torneranno a manifestare interesse? Io ho provato a fare un’ipotesi non troppo pessimistica ma mi rendo conto che in questo momento la fuga dal titolo potrebbe portare il supporto a livelli decisamente più bassi.

Le evolventi paraboliche, come le linee rette di supporto e resistenza, quando vengono violate solitamente cambiano la loro funzione: se erano supporto diventano resistenza e se erano resistenza diventano supporto. Lo scenario che credo andrà a svilupparsi potrebbe essere quello disegnato sotto con un titolo che si assesterá oscillando in area 250 per poi chiudere il ciclo rialzista con un massimo storico entro il 2020, ma di questo ne riparleremo al momento opportuno.

grafico tesla chart

A sostegno di questa ipotesi vi propongo un grafico simile a quello di Tesla. Le dinamiche sono le medesime, si tratta di Alibaba. Anche qui dopo la violazione dell’evolvente parabolica di supporto ed un iniziale ribasso c’è stato un ritorno sotto l’evolvente parabolica che si è trasformata in resistenza. La differenza é che Jack Ma non é andato in video a fumare e a bere.

Buon trading a tutti.

alibaba chart

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