Lascio in sospeso un attimo il discorso sui mercati azionari iniziato nei giorni scorsi per parlare di petrolio. I prezzi hanno fornito un segnale importante reagendo e dando così un indizio utile a capire quale potrebbe essere il movimento dei prezzi dei prossimi mesi.

Nei giorni scorsi il petrolio WTI Crude Oil è calato da 49,80 fino a 43 dollari al barile con un ribasso di oltre il 13%. La particolare reattività ribassista è stata giustificata dai dati della U.S. Energy Information Administration che hanno riacceso i timori per le scorte globali in esubero. Secondo la U.S. Energy Information Administration, infatti, le scorte di greggio sono salite di 2,3 milioni di barili a 525,9 milioni, dato che secondo l’EIA può essere considerato “storicamente il massimo per questo periodo dell’anno”.
Il prezzo del greggio venerdì si è rafforzato dopo che il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg che un accordo tra i principali esportatori di greggio per congelare la produzione sarebbe la decisione giusta per supportare il mercato.

L’analisi che segue è svincolata da movimenti giornalieri essendo basata su un grafico settimanale, non pensate quindi che io possa prevedere o pensare di prevedere cosa succederà oggi, domani o dopo. Chiarito questo passiamo all’analisi. Ho disegnato sul grafico settimanale di lungo periodo una evolvente parabolica di resistenza che unisce i massimi relativi del 2011 e del 2014 che passa proprio nell’area di rimbalzo dei giorni scorsi.
Poi ho disegnato il canale parabolico entro il quale i prezzi si stanno muovendo dal 2014 cioè da quando è iniziato il lungo ribasso che ha portato i prezzi da oltre i 100 dollari ai valori odierni.
Come potete vedere il canale è intersecato da l’evolvente parabolica di resistenza che con tutta probabilità per tutto il 2016 farà sentire la sua presenza impedendo ai prezzi di proseguire al rialzo.
Ora che abbiamo qualche indizio, quali possono essere le indicazioni operative per le prossime settimane?
I prezzi venerdì sono rimbalzati e probabilmente continueranno a salire fino ai 46 dollari dove li attende l’importante resistenza di cui vi ho parlato. Entrare ora sul mercato significherebbe esporsi troppo e visto che non c’è fretta direi che si può aspettare il prossimo rimbalzo sotto la resistenza per entrare short fino ai 34 dollari.
Se poi a causa di notizie favorevoli alla riduzione della produzione la forza rialzista dovesse prevalere violando subito la resistenza dinamica di lungo periodo valuteremo il da farsi.

Spero di non essere stato troppo criptico e che i grafici vi siano piaciuti. Dimenticavo, il secondo grafico è solo la zoomata del primo.

Buon trading a tutti.

wti crude oli chart

wti crude oil chart

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here