Stavo preparando le nuove analisi degli indici delle borse mondiali quando l'oro ha iniziato a dare segnali importanti di interruzione del trend rialzista di breve periodo.
Poco male, ci sarà il tempo per riprendere il discorso sugli indici, ora quello che sta succedendo è più importante.
Il 2015 si è chiuso con l'oro che galleggiava in area 1060 dollari l'oncia e da li fino alla scorsa settimana è stato un crescendo continuo fino all'11 marzo quando è stata raggiunta quota 1282 dollari. Quello stesso giorno però molti trader una volta raggiunto quel livello hanno preferito vendere e così una giornata iniziata con il vento in poppa si è conclusa male andando ad intaccare il livelli di minimo delle giornate precedenti.
Il grafico sopra mostra come l'oro negli ultimi sei mesi abbia seguito un andamento parabolico positivo violato nei giorni scorsi. Si tratta di un segnale molto forte che solitamente prelude ad un periodo di ribassi a volte anche violenti che potrebbe riportare i valori ai minimi di dicembre.
Non mi stupirei se nelle prossime settimane dovessero apparire sul mercato ingenti quantità di lingotti in cerca di acquirenti. Intanto mi posiziono short con stop loss sul massimo dell'11 marzo.
grafico oro - chart gold
Guardando il grafico settimanale di lungo periodo c'è un particolare molto importante perché visto e identificato indistintamente da tutta la comunità mondiale di trader: si tratta del raggiungimento del livello 61,8% della griglia di Fibonacci della grande onda rialzista pluriennale 1999-2011. Con una formazione grafica di tele natura non è un azzardo ipotizzare un inizio di una nuova fase che probabilmente sarà ribassista.
grafico oro - chart gold

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