Il calo del prezzo del petrolio ha generato notevole instabilità politica in quei paesi come la Russia che dall’estrazione e dalla commercializzazione del petrolio traggono enormi risorse finanziarie.

Putin nella sua strategia del terrore ha certamente messo in conto che le sue decisioni in ordine all’attacco e alla conseguente invasione dell’Ucraina avrebbero contribuito certamente all’aumento del prezzo.

Non so cosa si sono detti con Angela Merkel e François Hollande durante l’incontro che ha partorito l’accordo di Minsk del 12 febbraio ma certamente il presidente russo ha avuto modo di far capire che con prezzi bassi la guerra è cosa certa.

A giudicare dal grafico del WTI Crude Oil i consumatori possono abbandonare le speranze di vedere prezzi inferiori ai 47 dollari, sembra infatti che si stia formando un solido supporto su cui parecchi investitori si stanno preparando per procedere con massicci acquisti. Mi preparo anch’io a comprare, magari i miei acquisti non saranno massicci ma darò comunque il mio contributo.

Buon trading a tutti.

grafico wti crude oil - chart

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