E' arrivato il momento di occuparci del Giappone.
Negli ultimi mesi sono successe davvero tante cose importanti che certamente influiranno non poco nelle scelte degli investitori.
Partiamo dalle ultime elezioni nelle quali è stata rinnovata la fiducia a Shinzo Abe, il suo partito ha ottenuto una larga vittoria che gli garantirà probabilmente di arrivare fino alla fine del suo mandato nel 2018.

Il primo ministro appena rieletto è evidentemente considerato dai giapponesi l'uomo giusto per uscire dalla crisi che attanaglia l'economia giapponese ormai da diversi anni. Fra i provvedimenti presi dal governo Abe il più importante o quantomeno il più atteso è stato l'aumento dell'iva che in Giappone praticamente non esisteva e che da tutti gli economisti era considerato lo strumento principale per ripianare l'enorme debito pubblico.

I risultati non sono stati però quelli attesi, il provvedimento ha per ora innescato un pericoloso rallentamento dei consumi interni che restano fondamentali per far girare il motore dell'economia giapponese.

L'analisi del grafico mensile dell'indice Nikkei mostra che il mercato è giunto a ridosso dell'evolvente parabolica blu di resistenza e che non sembra al momento avere la forza per andare oltre l'ostacolo. A mio avviso quindi non dovrebbe essere distante l'arresto del rialzo in corso.

Il mio modello matematico, se non ho sbagliato nell'inserimento dei dati, mi segnala che siamo in presenza di un macrociclo negativo il cui apice è rappresentato dal massimo storico del 1990. L'evoluzione ribassista futura si svilupperà probabilmente in un arco temporale di 7-8 anni portando l'indice più bassi del minimo raggiunto nel 2009.

Non resta che attendere il consolidamento della situazione per poi valutare se sia il caso o meno di aprire posizioni short sul mercato giapponese.

Buon trading a tutti.

grafico nikkei 225

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